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02/09/2019, 13:30



Plastic-free,-la-direttiva-europea-applicata-al-campo-dell’edilizia-e-dell’oggettistica
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 La stampa 3D e l’incredibile potenziale come risorsa alternativa alla plastica



La stampa 3De l’incredibile potenziale come risorsa alternativa alla plastica

In base alla direttiva europea 2019/904 dal 2021 nonpotranno più essere commerciati oggetti in plastica monouso (posate,piatti, cannucce, aste per palloncini, recipienti per alimenti e per bevandeetc). In vista di tale cambiamento molte aziende (specialmente di generealimentare) hanno già iniziato a ridurre il consumo di plastica, eliminando invero coperchi, cannucce, buste ed elementi simili, concedendoli solo surichiesta.

Siamo ormai talmente abituati ad essere circondati dallaplastica che ci sembra impensabile riuscire a fare a meno di molti oggetti d’usocomune e quotidiano. Tuttavia, in attesa dei lorosostituti compostabili, la misura adottata dall’Europa stagià iniziando ad introdurci in un mondo riadatto per combattere il “marinelitter”, ovvero, come spiegato sul sito del Ministero dell’Ambientee della Tutela del territorio e del mare, “un qualsiasi materialesolido persistente, fabbricato o trasformato e in seguito scartato, eliminato,abbandonato o perso in ambiente marino e costiero. Consiste quindi inoggetti costruiti ed adoperati quotidianamente dall’uomo e poi abbandonati opersi lungo la linea di costa ed in mare, compresi quei materiali che, dispersisulla terra ferma, raggiungono il mare attraverso i fiumi, il vento, le acquedi dilavamento e gli scarichi urbani”.

Si parla di oggetti che inquinano inmaniera irreparabile gli ecosistemi, danneggiando ogni forma divita. Come già introdotto nel nostro blog in passato, a partire dallanostra filosofia, esistono fortunatamente metodialternativi per realizzare utensili, strumenti di ogni sorta e perfinocase, complessi residenziali nonché edifici pubblici.

La stampa 3D, oltre ad essere usata per creareelementi di design, sia per interni che esterni, è invero semprepiù impiegata nel campo dell’edilizia riuscendo così anche a rivoluzionare ogniprocesso industriale e produttivo. Si possono sfruttare materiali ematerie prime facilmente reperibili in natura, anche e soprattutto quellicatalogati come “scarti”.

L’aspetto più roseo e promettente è relativo al fatto chepossono essere utilizzati rifiuti veri e propri, in modo da riciclarlie adattarli alle esigenze della costruzione, cosìda riusarli nel campo dell’edilizia all’avanguardia nonchéattenta all’ambiente. Tutto ciò è di vitale importanza specieconsiderando che la plastica, a partire in particolar mododagli anni ’70 in poi, è riuscita ad inserirsi ovunque ein ogni campo: da quello dell’abbigliamento a quello alimentare, daquello dell’arredamento e dell’edilizia a quello informatico, proseguendo conquello dei trasporti, del commercio, dei cosmetici, dell’igiene e viadiscorrendo.

Avendo la capacità di assumere qualsiasi forma e dimensione,in base alle esigenze, gli oggetti di e in plastica sono arrivati a dominare ilnostro mondo, inquinandolo però di anno in anno. Attraverso le stampanti 3D eil processo additivo è tuttavia possibile riciclare i rifiuti (depurati),recuperati nei mari, trasformandoli in materia prima tridimensionale.Altrettanto utilizzabile in ogni campo e adattabile per forma, colore edimensioni riducendo contemporaneamente tempi, costi esprechi.

 

Il cosiddetto settimo continente, ovvero lamastodontica massa di pattume e rifiuti che invade ormai da tempo l’OceanoPacifico, potrebbe in tal modo essere impiegato con profitto, mediante lacrescente industria della stampa 3D. In sostanza esiste un meccanismoalternativo per creare e utilizzare materiali simili alla plastica (inclusigli stessi pregi e sviluppi) in grado di avere anche ciò che alla plasticamanca: la capacità di essere riciclati facilmente.

Il dato è decisamente importante poiché il 75% dellaplastica prodotta nel mondo è già diventata rifiuto e piùdel 40% non può essere riutilizzata. Stando inoltre a quantostimato dal Wwf, la nuova normativa europea che prevede il divietodell’immissione nel mercato della plastica monouso, potrebbe arrivare afar calare la domanda di plastica del 40% entroil 2030.

Oltre alla carta e ai cartoni,riciclabili fino all’80% più la capacità di divenire rifiuticompostabili e, in aggiunta al crescente universo delle bioplastiche (scartidelle lavorazioni agricole e polpa di cellulosa), c’è dunque anche tutta lasfera collegata alla stampa 3D per aiutare il pianeta,migliorare e far progredire il campo dell’edilizia, come quello dell’arredamento edell’oggettistica, senza dimenticarsi mai di salvaguardare l’ambiente.Possiamo quindi tutti, reimparare a stare al mondo, proteggendolo invece diconsumarne le risorse.

 



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