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15/07/2019, 13:20



Il-rivoluzionante-impiego-della-stampa-3d:-dalle-case-reali-a-quelle-del-futuro-fino-ad-Aequorea
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 La città subacquea di Callebaut è la riprovare delle potenzialità della produzione additiva e dei relativi campi di applicazione e sviluppo



La città subacquea di Callebaut è la riprovare delle potenzialità della produzione additiva e dei relativi campi di applicazione e sviluppo

Tra i vari campi di applicazione delle stampanti 3D, i più noti sono quello sanitario, quello alimentare e naturalmente quello dell’edilizia. Proprio quest’ultimo è oggetto di un ulteriore interessante e incredibile sviluppo, targato Vincent Callebaut.

Il noto architetto ecologico belga ha invero ideato la città subacquea da realizzare con le stampanti 3D, ovvero Aequorea, nata dal suo impegno nel riciclare i rifiuti(depurati) recuperati nei mari per trasformarli in materia prima tridimensionale.

La metropoli marina, ipoteticamente ubicata in prossimità delle coste di Rio de Janeiro è caratterizzata da edifici che raggiungono perfino i mille metri di profondità, e trae il suo nome da una specie di Idrozoo della famiglia Aequoreidae, la Aequorea victoria, cioè una medusa bioluminescente rintracciabile sul versante oceanico ad ovest del Nord America.

Callebaut dimostra così che grazie alle stampanti 3D è possibile progettare le città del futuro. Le case e gli edifici di Aequorea, ovvero 1000 cupole di 500 metri di diametro, potrebbero invero essere realizzate in Algoplast, un composto creato dall’unione di rifiuti plastici e alghe. In ogni cupola ci sarebbero spazi di co-working, impianti di riciclaggio, campi sportivi, laboratori scientifici, strutture educative e molto altro ancora.

Il cosiddetto settimo continente (la mastodontica massa di pattume e rifiuti che invade ormai da tempo l’Oceano Pacifico) potrebbe così essere impiegato con profitto, mediante la crescente industria della stampa 3D -le relative potenzialità nonché campi di applicazione- al fine di combattere una delle peggiori forme e manifestazioni di inquinamento odierne.

La stampa 3D, (come analizzato in precedenza e dove torneremo anche più avanti), oltre ad essere usata per creare elementi di design, sia per interni che esterni, è sempre più utilizzata nel campo dell’edilizia e sta riuscendo a rivoluzionare sempre di più ogni processo industriale e produttivo.

Grazie a questo macchinario innovativo è difatti possibile creare virtualmente qualsiasi oggetto. Dai più piccoli e semplici ai più grandi, rifiniti ed elaborati. Questo consente di dare forma praticamente a tutto: da oggetti la cui funzione è prevalentemente estetica a strumenti preziosi nel campo della medicina e/o alimentare, fino ad arrivare a ciò che di più indispensabile esista al mondo: una casa.

Si tratta di edifici la cui progettazione e realizzazione è correlata parzialmente, o integralmente, alla stampa 3Driducendo costi, tempi e sprechi. Sebbene possa sembrare fantascienza è invece realtà: le case del futuro sono già qui. Attraverso stampanti specifiche, in grado di dar forma e vere e proprie abitazioni, è ormai possibile sfruttare la produzione additiva proprio per costruire complessi residenziali e strutture pubbliche.

 Per farlo si impiegano al meglio materiali (e materie prime) facilmente reperibili in natura. Spesso e volentieri vengono considerati “di scarto”, oppure sono dei veri e propri rifiuti, ma tutto, come ha evidenziato anche Callebaut con Aequorea, può essere riciclato, adattandolo alle esigenze della costruzione, per essere riusato nel campo dell’edilizia all’avanguardia e devoto alla salvaguardia dell’ambiente.

 



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