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10/11/2018, 19:17





 



Modellazione a deposizione fusa: la creazione tridimensionale

La stampa 3D combinata con i programmi di modellazione grafica consente di ideare e creare oggetti tridimensionali e progetti di ogni sorta, da quelli più piccoli e semplici ai più grandi e ambiziosi. La stampa 3D FDM deriva dall’acronimo inglese Fused deposition modeling ed equivale a Modellazione a deposizione fusa. Si tratta di una tecnologia di produzione additiva, ovvero quel meccanismo di produzione che consente la creazione di oggetti, o materiali da utilizzare per altre costruzioni più ampie, ottenuti mediante la combinazione di altri materiali di base, partendo da modelli 3D computerizzati.

Per quanto possa sembrare complesso si tratta in realtà di un "processo semplice" sviluppato per "strati". Nella Modellazione a deposizione fusa il procedimento parte da un filamento (in genere plastico) che viene lavorato col procedimento dell’estrusione (tramite un ugello riscaldato). In seguito a questa fase di riscaldamento il filamento si fonde ed è pronto per solidificarsi, in modo tale da essere direzionato a piacimento, grazie al sostengo di una piattaforma mobile/piano di stampa, (seguendo un percorso preimpostato di produzione assistita da computer) per creare la forma o la struttura ideata.

Gli oggetti vengono creati per sovrapposizione di stati: i layer bidimensionali, lavorati in base alla maniera descritta, diventano dunque oggetti tangibili tridimensionali. Per tale ragione si parla spesso anche di "produzione a strati". Il padre di tale tecnologia è S.Scott Crump il quale l’ha brevettata 1989 insieme alla moglie nonché co-fondatrice di Stratasys Lisa Crump e ad oggi la stampa 3D FDM può essere sfruttata anche per realizzare progetti di grande interesse culturale e sociale.

Si parte da un concetto fondamentale ovvero quello del riciclo di materiali naturali per preservare la natura stessa e, allo stesso tempo, creare sia oggetti che veri e propri centri di aggregazione costruiti mediante lo sviluppo di tali materiali. Un esempio pratico questo innovativo concetto lo si trova proprio in natura: proprio come l’ape vasaio costruisce da sé il suo stesso rifugio sfruttando terra, argilla o fango, anche l’uomo, attraverso questa innovativa tecnologia, abbinata al medesimo processo di “edificazione handmade”, ha oggi modo di costruire oggetti e strutture solide.

Il tutto nel totale rispetto dell’ambiente e del territorio, riducendo infatti anche tempi e costi di realizzazione e, soprattutto, azzerando gli sprechi. Questo è il grande vantaggio che si può ottenere sfruttando a pieno le potenzialità della stampa 3D FDM. I materiali maggiormente utilizzati da questa tecnologia sono il PLA, il nylon o l’ABS anche se attualmente la gamma a disposizione si è ampliata garantendo comunque una buona qualità finale. Si parla nel complesso di una tecnologia affidabile, ad alta resistenza, dai tempi e costi accessibili. Sebbene non sia ancora nota e diffusa come e quanto meriterebbe, è comunque una realtà in espansione e col tempo permetterà di ottenere grandi risultati, sia a livello pubblico che privato.



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